Regolamento Imballaggi (PPWR): Confapi pubblica le FAQ e chiede garanzie per le PMI

In vista dell'entrata in vigore del 12 agosto 2026, la Confederazione diffonde il primo documento di chiarimenti tecnici e sollecita interventi urgenti a tutela del sistema produttivo.

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Con l'approssimarsi del 12 agosto 2026, data di applicazione dei primi obblighi legati al nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi e i Rifiuti di Imballaggio (PPWR), Confapi ha elaborato e messo a disposizione il primo documento tecnico contenente le risposte ai quesiti (FAQ) emersi nel corso degli approfondimenti con le imprese.

La guida passa in rassegna i temi nevralgici della riforma: la corretta qualificazione dei ruoli aziendali (fabbricante, produttore EPR e utilizzatore), le deroghe previste per le microimprese, la redazione della Dichiarazione di Conformità UE (DoC), le limitazioni sui metalli pesanti e PFAS, la gestione dei materiali B2B e la disciplina delle vendite estere. Contestualmente, il Presidente di Confapi Cristian Camisa ha espresso forte preoccupazione per la persistente incertezza interpretativa e i ritardi di Bruxelles nell'emanazione degli atti delegati operativi.

Un'analisi d'impatto condotta da Confapi stima per ogni PMI costi diretti tra i 5.000 e i 15.000 euro per l'adeguamento iniziale (audit, test di laboratorio sui PFAS e consulenze), oltre agli oneri di registrazione EPR nei Paesi di esportazione.

Per scongiurare il blocco operativo delle filiere industriali, Confapi ha richiesto formalmente al Governo italiano e alle Istituzioni europee tre misure indilazionabili: una moratoria sulle sanzioni per l'intera fase transitoria, una clausola di salvaguardia per l'esaurimento delle scorte di packaging già acquistate e la flessibilità sulle etichette già stampate.

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