I dati del terzo trimestre 2025 ci restituiscono l’immagine di un’economia regionale in frenata, più diseguale, pur conservando ancora molti segni positivi.
L’occupazione continua a crescere, ma con aumenti più contenuti: gli addetti dipendenti aumentano ancora (+1,6%), ma meno rispetto al 2024, con un contributo positivo del tempo indeterminato e una marcata debolezza del Made in Italy, soprattutto nei comparti moda.
Di conseguenza si allargano i divari territoriali: tengono le aree con specializzazioni in cantieristica, meccanica e farmaceutica, mentre risultano più in difficoltà i territori a forte concentrazione di produzioni del tessile-abbigliamento.
Le esportazioni regionali crescono in modo eccezionale (+25,5%), grazie però al contributo di pochi settori trainanti, quasi esclusivamente la farmaceutica, contribuendo anch’esse a dinamiche provinciali molto polarizzate.
Il turismo, dopo il recupero post-pandemico del 2024, entra invece in una fase di rallentamento nel 2025, penalizzato dal calo della domanda interna ed europea; resistono meglio le città d’arte, prodotto di punta della Toscana, e crescono le destinazioni montane, tirate dalla crescita del turismo esperienziale, mentre le aree costiere risultano più fragili, fortemente esposte alla concorrenza di destinazioni balneari in paesi a basso costo della vita.
Fonte: IRPET
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