Indagine Congiunturale Confapi 2025: stabilità produttiva e investimenti selettivi

Le PMI industriali puntano su formazione, innovazione e rinnovabili, ma frenano su IA e twin transition

Perchè associarsi

L’Indagine Congiunturale Confapi 2025 fotografa un sistema di PMI industriali che, in un contesto economico internazionale complesso, mostra segnali di stabilità e resilienza, pur mantenendo un approccio prudente agli investimenti.

Oltre la metà delle imprese prevede per il primo semestre 2026 una produzione stabile (53,29%) e un fatturato invariato (52,11%), con aspettative leggermente più favorevoli sui mercati esteri rispetto a quello italiano.

Sul fronte degli investimenti immateriali, emerge una forte attenzione alla formazione (54,93%), alle certificazioni (43,66%), alla ricerca e sviluppo (40,85%) e alla comunicazione (41,55%). Cresce l’interesse per sostenibilità ESG (21,83%) e sicurezza (24,65%), mentre l’adozione dell’Intelligenza Artificiale resta ancora limitata: solo il 22,26% prevede investimenti in questo ambito, principalmente per automatizzazione e aumento della produttività.

Le twin transition (digitale e green) coinvolgono circa un quarto delle imprese, con una prevalenza di interventi in Transizione 4.0 rispetto alla 5.0. Tra gli ostacoli principali emergono eccessiva burocraticità, incertezza normativa e difficoltà finanziarie. Il credito d’imposta si conferma lo strumento fiscale ritenuto più adeguato (44,3%).

Rilevante anche il tema energetico: il 45,6% delle PMI investe o intende investire in rinnovabili, privilegiando impianti per autoconsumo.

Nel complesso, il quadro evidenzia una crescita contenuta ma con margini di opportunità, dove innovazione, capitale umano ed efficientamento rappresentano leve decisive per la competitività.

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