Domicilio digitale e PEC non valida: controlli e sanzioni per le imprese del territorio

Avviso di Confapi Pisa e del Tirreno: le Camere di Commercio intensificano i controlli sulle PEC revocative. Come regolarizzarsi ed evitare le sanzioni.​

Perchè associarsi

Richiamiamo l'attenzione di tutte le imprese associate sulla necessità di mantenere un domicilio digitale (PEC) attivo, perfettamente funzionante e regolarmente iscritto al Registro delle Imprese.

L'obbligo, stabilito dalla legge nazionale (D.L. 76/2020), è al centro di una vasta campagna di verifica avviata dalle Camere di Commercio competenti sul nostro territorio.

Per le aziende afferenti alla CCIAA Toscana Nord-Ovest (Pisa, Lucca, Massa-Carrara) che presentano un domicilio digitale revocato o non attivo, la data limite per la regolarizzazione è fissata al 30 settembre 2026.

A partire da dicembre 2026 l'Ente camerale procederà con l'assegnazione d'ufficio di un indirizzo di sola ricezione (codicefiscale@impresa.italia.it) e con l'emissione dei verbali sanzionatori.

Parallelamente, la CCIAA della Maremma e del Tirreno (Livorno e Grosseto) sta portando avanti verifiche periodiche e procedimenti di cancellazione d'ufficio a scaglioni.

Si ricordano i rischi economici: le sanzioni ammontano a 412 euro per le società e a 60 euro per le imprese individuali (in misura ridotta, oltre a 5 euro di spese di notifica).

L'attribuzione d'ufficio comporta l'inserimento in visura di un indirizzo PEC pubblico, consultabile su INI-PEC e idoneo a ricevere notifiche di atti con valore legale (Agenzia delle Entrate, PA, atti giudiziari).


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