Decreto Piano Casa: le nuove misure e le criticità sollevate da Confapi per il settore edile

Un'analisi delle «Disposizioni urgenti per il Piano Casa» varate dal Governo. Confapi evidenzia la necessità di correttivi per tutelare le PMI e garantire un reale coinvolgimento delle imprese nei processi di recupero e sviluppo abitativo.

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Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il decreto-legge sulle «Disposizioni urgenti per il Piano Casa».

La norma intende incrementare l'offerta di alloggi a prezzi accessibili per le fasce più deboli, promuovendo interventi di sostituzione, recupero e riconversione del patrimonio immobiliare pubblico.

Sebbene il decreto introduca importanti dotazioni finanziarie e preziose semplificazioni burocratiche per le procedure urbanistiche, Confapi ha sollevato dubbi sostanziali.

L'impianto normativo attuale rischia infatti di marginalizzare le imprese edili, relegandole a un ruolo puramente esecutivo a causa del forte peso gestionale assegnato a enti come Invitalia e Invimit.

Tra i nodi da sciogliere spiccano l'indeterminatezza delle modalità di incremento dell'offerta abitativa, le stime economiche ritenute inadeguate per i singoli interventi di recupero immobiliare e la necessità di estendere le semplificazioni previste per i grandi investimenti anche agli interventi minori , tutelando così le piccole e medie imprese fortemente specializzate in questo segmento.​​

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